Percorso

Lo Sbarco dei Sogni

Raffaele Sepe

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RAFFAELE SEPE, Tenore Napoletano, cittadino del mondo

RaffaeleSepe ProfiloRaffaele Sepe, tenore trentunenne napoletano, si diploma in canto al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli. Continua i suoi studi alla Yale University e all'Academy of Vocal Arts di Philadelphia. Mentre è a Yale, si distingue come tenore solista nella ‘Nona’ di Ludvig Van Beethoven con la Yale Philarmonia e con la New Heaven Simphony.

Successivamente, si esibisce in una serie di nove opere presentate a Milano con l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi diretta dal M° Giampaolo Bisanti, interpretando il ruolo di Luigi nel Tabarro di Giacomo Puccini. Tornato negli Stati Uniti, il giovane bruniano fa il suo vero e proprio debutto americano presso l'Opera Theatre of Connecticut, col Rodolfo nella Bohème, ruolo poi ripreso al Teatro del Mississippi Opera.

Grazie al successo ottenuto con questa parte, l'Opera Theatre of Connecticut lo invita a ritornare nel 2007 per cantare il ruolo di Pinkerton nella Madama Butterfly. Lo stesso anno entra a far parte della rinomata Academy of Vocal Arts di Philadelphia, dove interpreta il ruolo di Alfredo nella Traviata, di Donello nella Fiamma di Respighi e Edgardo nella Lucia di Lammermoor.

Sempre nel 2007, il tenore partenopeo è finalista e vincitore di alcuni concorsi internazionali, come: Operalia, Ritorna Vincitor Competition, Ravello Festival, Premio Borgatti, Licia Albanese Foundation.

Nel 2008, il portacolori della città dei ‘Gigli’ canta il ruolo di Ruggero nella Rondine di Giacomo Puccini, diretto dal M° Grazioli, e, successivamente viene invitato a cantare lo stesso ruolo al Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione del M° José Cura e del M° Polastri.

 

LO SBARCO DEI SOGNI

Rubrica di

LETTERATURA, MUSICA, ARTE , CULTURA, SPETTACOLO

a cura di Mauro ROMANO

  

RAFFAELE SEPE, Tenore Napoletano, cittadino del mondo

RaffaeleSepe ProfiloRaffaele Sepe, tenore trentunenne napoletano, si diploma in canto al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli. Continua i suoi studi alla Yale University e all'Academy of Vocal Arts di Philadelphia. Mentre è a Yale, si distingue come tenore solista nella ‘Nona’ di Ludvig Van Beethoven con la Yale Philarmonia e con la New Heaven Simphony.

Successivamente, si esibisce in una serie di nove opere presentate a Milano con l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi diretta dal M° Giampaolo Bisanti, interpretando il ruolo di Luigi nel Tabarro di Giacomo Puccini. Tornato negli Stati Uniti, il giovane bruniano fa il suo vero e proprio debutto americano presso l'Opera Theatre of Connecticut, col Rodolfo nella Bohème, ruolo poi ripreso al Teatro del Mississippi Opera.

Grazie al successo ottenuto con questa parte, l'Opera Theatre of Connecticut lo invita a ritornare nel 2007 per cantare il ruolo di Pinkerton nella Madama Butterfly. Lo stesso anno entra a far parte della rinomata Academy of Vocal Arts di Philadelphia, dove interpreta il ruolo di Alfredo nella Traviata, di Donello nella Fiamma di Respighi e Edgardo nella Lucia di Lammermoor.

Sempre nel 2007, il tenore partenopeo è finalista e vincitore di alcuni concorsi internazionali, come: Operalia, Ritorna Vincitor Competition, Ravello Festival, Premio Borgatti, Licia Albanese Foundation.

Nel 2008, il portacolori della città dei ‘Gigli’ canta il ruolo di Ruggero nella Rondine di Giacomo Puccini, diretto dal M° Grazioli, e, successivamente viene invitato a cantare lo stesso ruolo al Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione del M° José Cura e del M° Polastri.

 

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Nel 2010 sostiene il ruolo di Rodolfo al Teatro Borgatti di Cento. Sempre nello stesso anno, interpreta il suo primo Don José nella Carmen di Bizet, diretta dal M° Michele Mariotti, con la regia di Andres Zagars, al Teatro Comunale di Bologna. Nello stesso anno, ha cantato il ruolo di Mario Cavaradossi nella Tosca, sotto la bacchetta di Alberto Veronesi, nella suggestiva Villa Campolieto ad Ercolano – Na. 

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Nel novembre dello stesso anno ha debuttato nel ruolo di Werther al Riga Opera House sotto la direzione del M° Modestas Pitrenas, dove ha cantato anche la parte di Don José numerose volte.

Nel 2011, ad agosto, ha sostenuto nuovamente il ruolo di Werther al Riga Opera House. Nel mese di settembre, ha cantato nel ruolo di Don José alternandosi con il grande Tenore Marcelo Alvarez. Ad ottobre ha interpretato il medesimo ruolo ad Haifa, in Israele, sotto la direzione del M° Noam Sherif.

Nel gennaio 2012 ha cantato il ruolo di Romeo nel duetto di Ciaikovskij, sotto la direzione del M° Grazioli. A marzo è stato impegnato nel ruolo da tenore solista nel Requiem di Verdi, nella sontuosa Cattedrale di Hartford, in America, con la Symphony Orchestra of Hartford, diretta dal M° Edward Bolkowac. Al suo ritorno in Italia, ha cantato ed interpretato il ruolo di Alfredo al Teatro Verdi di Foggia. Successivamente si è esibito  in varie nazioni europee in  concerti di musica lirica e canzoni classiche napoletane. 

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HANNO PRESO A CUORE  RAFFAELE SEPE

 

Tra le persone che hanno preso a cuore le sorti di Raffaele Sepe c’è sicuramente la compianta prof. Elisabetta Fusco, la prima a credere nelle sue potenzialità di tenore al punto da impartirgli lezioni private per coprire le carenze dei maestri di canto del conservatorio partenopeo. Poi c’è il vetusto m° Renato Guelfi, che tra i suoi allievi ha avuto celebri lirici quali Carlo Guelfi, Roberto Frontali, Mauro Cingari, Natale De Carolis … e così via.

Raffaele si recava con una certa costanza a Roma per apprendere dall’eccelso maestro.  Un ruolo importante nella sua formazione di tenore l’ha avuta il m° Nunzio Todisco, voce rara per potenza, colore e passionalità.  “… quello che mi ha fatto veramente capire cosa significhi essere tenore in quanto i suoi insegnamenti racchiudevano un modo di istruire con veemenza unica e mai trovata in nessun altro maestro”.

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Ricordiamo ancora Vito Maria Brunetti, maestro di tanti altri grandi cantanti in carriera quali  il grande Tenore Veriano Lucchetti - da poco scomparso con la moglie e soprano Mietta sigle; I tenori Robleto Merolla e Lando Bartolini, il baritono Carlo Guelfi, il tenore Angelo Loforese, Il baritono e saggio Claudio Giombi. Poi i maestri Sherman Lowe e William Stone, solo per citarne alcuni tra  tutti quelli che hanno contribuito a dare valide impartizioni  al Tenore Partenopeo.

In America Raffaele Sepe si è giovato degli insegnamenti di tanti maestri. Tra questi spicca la figura di Bill Schuman, da considerarsi un autentico genio della lirica. La permanenza americana, avvenuta per caso – visita allo zio Erasmo gemello della mamma Felicetta che aveva subito una difficile operazione – non è stata avara di peripezie. Ma neanche di combinazioni favorevoli che hanno contribuito a renderne forte il carattere e non solo l’aspetto artistico. 

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Una visita al “New York Metropolitan” - dell’allora direttore d’orchestra James Levine che provava il ‘Requiem’ di Verdi - più da turista che da artista, portò ad una inaspettata audizione procuratagli dal m° Daniel Ferro – la cui moglie, si scoprì dopo, era nativa di Nola!!!) che lasciò a bocca aperta principalmente la ‘dolcissima’ Adriana Lecrouvreur.

Una casualità, un’incredibile  vicenda del destino, lo favorì a partecipare ad un corso triennale che si sarebbe tenuto a Firenze a breve, al quale il Sepe stava per rinunciare per ‘mancanza di fondi’, quando, quello che potremmo definire un autentico miracolo, rimise tutto a posto. Trattasi dell’intervento di una mecenate, la cara Lady Margaret, - venuta a sapere per caso dal cugino di Raffaele, giardiniere della Lady, delle difficoltà del ragazzo a non poter fare quel corso di canto che gli avrebbe aperto le porte ad una splendida carriera.

La ricchissima appassionata di musica lirica – mai conosciuta da Raffaele, neanche in seguito – l’ascoltò per telefono nel mentre che intonava il classico napoletano “’A Vucchella” … e pianse dalla commozione nell’udire una voce così bella ed emozionante. Decise di aiutare il ragazzo che lei definì subito un talento, versando alla fondazione del corso fiorentino la somma di diecimila dollari per coprire le spese dell’intero triennio.

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E fu così che Raffaele Sepe incominciò ad affinare le sue doti di tenore sotto la guida di maestri di fama internazionale quali Richard Cross, Paul Guida, che lui considera il secondo ‘padre’ americano … e poter aggiudicarsi la borsa di studio per la “Yale University”. Una delle tappe più importanti dello studio del Tenore Sepe e stata l'Academy of Vocal Arts di Philadelphia.

Al Sepe piace ricordare una figura leggendaria per i cantanti Lirici: Cristofer Macatoris, guida di tanti artisti e pupilli del Grande m° Gavazzeni che con grande semplicità e devozione gli ha fatto conoscere l'Arte del Teatro e spiccare il volo verso i palcoscenici di tutto il mondo. E poi, ancora, Maldo verrecchia, la M. Pittaluga e M. Barbacini.

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Ed è così che oltre a ‘calpestare’ i più importanti teatri italiani, Raffaele Sepe nell’ultimo triennio si è esibito più volte al “Latvian National Opera” di Riga, in Lettonia; ad Haifa, in Israele; a Philadelfia, nel Connecticut; a Mosca all’indomani del doloroso attentato avvenuto nella capitale ex sovietica e dove è stato invitato nuovamente per fine anno 2012; all’Arena di Wiltz, dove era rigorosamente legge cantare senza microfono … e dove a lui e agli altri artisti sono state chieste ben 4 repliche; in Liechtenstein dove per qualche hanno ha usufruito di una borsa di studio; e, a giorni – partenza dalla sua Piazzolla il 9 agosto - in Germania per proporre brani estratti da opere liriche e canzoni classiche napoletane, connubio che alla fine risulta molto apprezzato!

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La sua voce è stata prestata ai personaggi più famosi de opere quali “La Rondine”, “Madama Butterfly”, “Il Tabarro”, “La Boheme”, “Manon Lescaut"di Puccini; la “Traviata”, il “Requiem” e il “Don Carlo" di Verdi; la “Carmen” di Bizet; il “Werther" di Massenet, il “Romeo” di Gounod,  "La Fiamma di Respighi”.

 

Prossimamente sarà impegnato a Xanten per un concerto con l'Orchestra del Lussemburgo.

 

 

EPISODI DI VITA ARTISTICA E FAMILIARE

 

 Mia madre Felicetta ha una bella voce. Viene da una famiglia di belle voci. In realtà, da giovane avrebbe voluto cantare … coltivare la propria passione per il canto, e chissà … Ma siccome in famiglia non c’erano le possibilità di poter studiare, dovette rinunciare al suo sogno senza poter rendersi conto dei suoi effettivi mezzi vocali. Facile prevedere che ci piangesse, anche se, dignitosamente non l’ha mai dato ad intendere a nessuno. Soprattutto ai suoi, che ci avrebbero sofferto oltremodo”.                

“Con mio nonno ascoltava in radio le opere di Mario del Monaco, Franco CorelliMaria Callas … e tanti altri. Rimanevano estasiati da queste voci superbe, ammalianti, incantevoli … Quando mia madre si convinse che non c’era niente da fare per poter valorizzare la sua dote, s’inginocchiò dinanzi al quadro della Madonna per esprimerLe un desiderio. Madonna mia – chiese – se un domani il buon Dio mi dovesse concedere di avere dei figli, ti prego, fa che almeno uno di loro, non importa se uomo o donna, possa avere una voce così bella. Se mi concedete questa Grazia, io prometto che farò l’impossibile affinché possa avere le possibilità che non ho avuto io … a costo di fare i più grandi sacrifici del mondo”.

A confidarci questo episodio che ha caratterizzato l’infanzia e la giovinezza della mamma Felicetta, è lo stesso Raffaele Sepe, in un misto di fede, orgoglio, emozione e rimpianto, figurandosi negli stati d’animo che di volta in volta hanno delineato il corso della vita della genitrice. Una Fede ed un orgoglio trasmesse nella sua interezza al figlio ‘Rafiluccio’ che dei postulati del Cristo ne fa una bandiera!

RaffaeleSepe PascalFelicettaPassavano gli anni. La signora Felicetta ‘dirottò’ il suo talento nell’arte del ricamo con risultati eccellenti.  Conobbe Pasquale. Si innamorarono e convolarono a nozze. Dalla loro unione nacquero tre figli. Virginia, Antonella e Raffaele. Una famiglia come tante, semplice, serena, unità che affrontava la vita con umiltà e dignità, ma anche con tanta decisione e consapevolezza. 

Man mano che i pargoli crescevano un sorriso malizioso e speranzoso faceva sempre più capolino sulle labbra di mamma Felicetta, nell’intuire che nel più piccolo si riscontravano  deliziose doti di canto. Le sorelle lo coccolavano. Il burbero papà fingeva indifferenza ma gongolava nella magica atmosfera familiare che si veniva a creare. L’Angelo della casa nemmeno osava soffermarsi a pensare alla richiesta fatta alla Madonna tanti anni prima, quando ascoltava quel figlio che sembrava averle strappato dal cordone ombelicale quel dono di natura – una voce stupenda - che lei non aveva potuto coltivare.

RaffaeleSepe RafilusbambinoIl piccolo Raffaele intonava in modo spontaneo sempre nuovi motivi suscitando emozioni con quella sua ugola che già faceva presagire cose egregie. 

Andava a Messa con la nonna alla vicina chiesetta edificata dalla nobile famiglia “Corsi” a Piazzolla di Nola. E proprio li avvenne il debutto come cantante dinanzi alla platea di fedeli, in una domenica dove a celebrare l’Eucarestia vi era l’allora  Vescovo di Nola il quale, a fine esibizione, gli carezzò la folta chioma facendogli i complimenti con un buffetto sulla florida guancia. “Bravo! – gli disse il Monsignore – continua così!”. Chissà se anche quell’episodio del tutto occasionale sia da ritenersi un segno del destino. Chissà se in quell’occasione vi era la ‘Mano di Dio’ oppure se la Madonna raffigurata in un dipinto andato perduto a seguito di vari interventi avvenuti nel corso di ben due secoli, sorridesse senza darlo a vedere. 

RaffaeleSepe RaffaeleeIsabelFatto sta che Raffaele, nel frattempo che studiava per conseguire il diploma  di maturità, venne affidato alle cure di bravi maestri, finché, a diciassette anni, un anno in meno sull’età di entrata,  entrò nel conservatorio San Pietro a Maiella” di Napoli per studiare canto - supportato dalla maestra Elisabetta Fusco che diede giudizio favorevole affinché quel precoce talento non perdesse tempo in inutili attese. Ne uscì  col diploma a 23 anni  e da allora cominciarono le soddisfazioni nelle variegate interpretazioni di personaggi di famosissime opere che hanno fatto la storia della Musica Lirica.

Il suo curriculum già abbondantemente descritto, sembra una nota spesa estrapolata dalla boutique dei sogni. Il miglior biglietto da visita che ci evita di perderci ulteriormente in chiacchiere, - cancellando  l’imbarazzante impressione che manchi solo il fatidico“c’era una volta …”  per favolizzare il tutto abbinato alla splendida realtà – che completa l’incredibile ascesa di un giovane virtuoso, talentuoso, intraprendente … partito da un piccolo centro – la sua Piazzolla che nomina sempre a costo di indispettire dei falsi patrioti, pur senza disprezzare le sue  realtà geograficamente più significative di Italiano, Napoletano di Nola. E tifosissimo del Napoli calcio!

 

 

 


 

 LA STAMPA


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Requiem e Traviata di Giuseppe Verdi per il tenore nolano Raffaele Sepe

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"Due appuntamenti così ravvicinati ed importanti, di quelli che segnano a caratteri cubitali la carriera di un artista, si sono succeduti in due angoli di mondo lontani, con lo stesso protagonista a fare da comun denominatore: il tenore Raffaele Sepe, nolano della frazione Piazzolla, la cui voce sembra ormai non conoscere più confini."

 

RaffaeleSepe TraviataCi riferiamo alla partecipazione alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della Chiesa Madre, festeggiato con una performance di massa dell’interpretazione del Requiem di Giuseppe Verdi a cura del direttore d'orchestra Edward Bolkovac e svoltosi all'interno dellaCattedrale di San Giuseppe ad Hartford, nello stato del Connecticut, negli Stati Uniti d’America.

La performance ha visto la partecipazione di 85 musicisti provenienti dalla  Hartford Symphony Orchestra e di 400 cantanti presi dalla  New Haven Corale, dal Coro del Duomo, dalla Camerata Hartt, The Hartt Chamber Choir, The Choir Hartt, ela Corale Hartt.

A figurare tra tutte queste celebrità il tenore di casa nostraRaffaele Sepe, che della sua esibizione ha tratto un ricordo indelebile. “E’ sicuramente l’opera più emozionante della mia vita”, ci ha confermato al suo ritorno in Italia. “Infatti sembrava che nel canto io parlassi direttamente con Dio e che Lui stesse a sentirmi!!! Il momento che oserei definire sublime è stato quando ho cantato: ‘Fa che io sia alla Tua destra anche se ho peccato. Tu che hai liberato dal peccato la Maddalena!!!’ Che dire??  Possa dare, Dio, Gloria Eterna a Giuseppe Verdi per aver scritta un’opera così intensa ed emozionante, in ogni sua nota, in ogni sua parola”.

Stasera 31 marzo, invece, al “Teatro Verdi” di San Severo, in Puglia, tra gli eventi della quarantatreesima stagione concertistica del grosso centro del foggiano, è prevista la messa in scena di un’altra famosissima opera di Giuseppe Verdi: la “Traviata”,melodramma in tre atti tratto dall’opera di Alessandro Dumasfiglio ‘La signora delle Camelie’ con musiche di Verdi e libretto di Francesco Maria Piave, in versione integrale ma con allestimento moderno. L’orchestra “I suoni del Sud” sarà diretta dal maestro Benedetto Montebello con il coro ‘Capitanata’. Regia di Luigi Travaglio.

Questi gli interpreti principali: Libera Granatiero a cui è stato affidato il ruolo di ‘Violetta’.  Nelle vesti di ‘Alfredo’ si esibirà  Raffaele Sepe, mentre Eugenio Leggiadri Gallaniimpersonerà il padre del protagonista principale dell’opera. Il rilevante cast si avvarrà pure della recita dei lirici  Michelangelo Martino, Pietro Lisi, Tina D’Alessandro, Francesca Olivieri, Pantaleo Metta e Graziano Della Pace,  per questo evento che ritorna dopo un quadriennio nel teatro della ridente cittadina pugliese.

Di sicuro effetto il ruolo del tenore Raffaele Sepe che non nasconde di amare in modo particolare il personaggio di Alfredo perché così attuale, così vivo e passionale da rasentare la pazzia quando è tradito dalla donna amata. E lui ci confidava: “Nelle prove mi sono talmente addentrato nel personaggio che ho messo paura ad alcune attrici. Beh, non avevano tutti i torti, perché entrare nella mente di un essere ‘impazzito’ … d’amore, di rabbia, di delusione … non è che ci si possa andare tanto per il sottile”.

Il teatro sarà sicuramente pieno in ogni ordine di posto. Nessun indugio, quindi. Ma di questo, conoscendo il carattere e le doti artistiche del tenore Raffaele Sepe, possiamo starne certi. Doti vocali, recitative, ma anche di immedesimazione nel personaggio lui assegnato. 

 


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31 luglio 2011 | Mauro Romano

Dalla Lettonia al Giappone, il tenore nolano Raffaele Sepe senza confini!!!

RaffaeleSepe locandina-wertherIl tenore piazzollese Raffaele Sepe è a Riga già da qualche giorno per la messa in scena del suo “2° WERTHER”. L’evento è previsto per venerdì 5 agosto, a partire dalle ore 18,00 locali. Un autentico ‘riesame’ dopo che lo stesso – insieme all’allora protagonista femminile, la mezzosoprano svizzera di origini canadesi Nora Sourouzian – al debutto abbia riscontrato un successo incondizionato, decretato dal numeroso pubblico e dalla critica specializzata per le  tre ore e 30 minuti pressoché ininterrotte di spettacolo nel leggendario teatro ‘Latvian National Opera’ della capitale lettone.

“E’ stata un’esperienza indimenticabile interpretare Charlotte! Un evento magico che porterò sempre nel mio cuore e nei miei ricordi!”, furono le sensazioni confidate a fine spettacolo dalla Sourouzian … ed adesso affidate alla mezzosoprano polacca Malgorzata Panko, la ‘Carmen’ di tante occasioni co/protagonista del Sepe! Tra i due lirici si è instaurata una intesa pressoché perfetta dovuta ad interminabili ‘prove’, ad un impatto certosino coi personaggi loro affidati e non ultimo a doti caratteriali che non consentono di tralasciare nulla al caso! Per il Sepe è come a dire: “Cambiano le protagoniste, ma il leader è sempre lui!”.

Testimonianza oltremodo indicativa, il commento del maestro di Riga, Mosertas Pitrenas: “Il miglior Werther che abbiamo mai diretto!”.

Ma il più entusiasta di tutti rimase Lui, il Sepe/Werther, giustamente inebriato da un intercalare di emozioni e sensazioni fantastiche che oggi, a circa otto mesi di distanza dal debutto, stenta ancora a riferire. “Entrai in scena da un balcone alto 10 metri vestito con camicia viola, colore che porta male nel teatro, ma che a me non ha impressionato affatto, talmente ero preso dal pathos dell’intero contesto. Ho provato subito una sensazione bellissima, di dominio …” ci dice nell’affidare l’esaltante ‘refrain’ al portentoso timbro di voce e a quello sguardo da navigante che scruta nei fantastici ricordi di un’esperienza forse irripetibile, anche se Raffaele non è certo nuovo a far ‘saltare il banco’, quando sale su un palco. Sia per un’opera lirica che in canzoni classiche napoletane, oppure in qualche inedito come l’ultima “Se fa luce ‘na speranza”, un atto d’amore verso la sua Piazzolla. L’animale da palcoscenico, come più volte definito dal regista Andres Zagaras, nonostante arrivasse sfibrato dalle snervanti ‘prove’, confessava di non aver sentito la fatica. Evenienza quasi miracolosa, poiché Werther è sempre in scena! Dall’inizio alla fine! “Ricordo che il duetto del terzo atto ci fece lievitare, io e Nora. Scatenò in noi sensazioni magiche, stupende … eravamo un tutt’uno coi nostri personaggi! Di contro, l’atto conclusivo mi procurò  una calma irreale, ancestrale. Sembrava che, per un prodigio sublime, a cantare fosse la mia anima!”.

E sveliamo un retroscena.  Lo sparo dovuto al suo ‘suicidio scenico’ gli procurò un intenso dolore all’orecchio e, nonostante tutto,  dovette continuare a cantare da terra. “Ma ero così immedesimato nella parte che la sensazione di dolore scomparve quasi subito”, continua il Sepe.  “Anzi, mi passò un lampo nella mente, che mi riportò il ricordo di quando correvo tra i viali pieni di fiori del cimitero di Piazzolla, fino a fermarmi dinanzi alla tomba di mio nonno … e scambiarci qualche parola! Allora ho capito che Dio è sempre con me! Ed anche le persone care. Quelle che adesso condividono le mie stesse indicibili sensazioni, ma anche quelle che non ci sono più!”.

Adesso Raffaele Sepe concede il bis! E siamo sicuri che il neo/Werther susciterà ancora sensazioni fantastiche, al punto da poter ripetere riferendoci al passaggio del canto inserito nell’opera: “Pourquoi me reveiller?!”. “Perché svegliarmi!?”

Il ritorno al ‘Latvian National Opera’ di Riga, che ormai sembrerebbe averlo adottato quale ‘artista di punta’,  avviene dopo aver conseguito successi e riconoscimenti anche in ‘Patria’. Lo scorso 1° giugno, infatti, nella sua Nola gli è stato conferito il premio ‘Paolinianum’, – ideato e condotto a livelli eccellenti da Enzo Iovino ed un competentissimo staff di collaboratori e giunto alla sua quarta edizione  - poiché riconosciuto Artista in grado di portare con onore il nome di Nola oltre gli stretti confini paesani e  per una  carriera di tenore che, bruciando le trappe,  ad appena trent’anni, sta lievitando come un buon pane, in ogni angolo di mondo.

Dall’America ai paesi dell’Est, dal nord al sud dell’Italia e, lo scorso anno, anche nella sua regione. Ricordiamo il doppio successo al ‘Festival Internazionale di Musica Lirica di Ravello’, e l’interpretazione del personaggio principale della ‘Tosca’ a ‘Villa Campolieto’ di Ercolano. QuelMario Cavaradossi affidato a tenori di fama mondiale, che gli è tanto caro per le sensazioni inenarrabili che gli sa infondere ogni volta ne abbia l’opportunità di incarnarlo!

Al teatro ‘Umberto’ di Nola, Raffaele Sepe ha ritirato l’ambito premio in un contesto eccelso poiché a ricevere lo stesso riconoscimento figuravano il celeberrimo m° Roberto De Simone, attuale presidente del teatro ‘San Carlo’ di Napoli, il regista/scrittore Federico Moccia e l’icona dei paranzari nolani, quel Gaetano Talese che, nonostante da tempo abbia ‘appeso le barre al chiodo’, ha lasciato un ricordo indelebile sul modo di condurre un giglio, anche nelle condizioni proibitive di un passato da considerarsi pionieristico.

Ognuno ha concesso il proprio contributo in rapporto alla propria ‘ARTE’. Ed anche  Raffaele Sepeha regalato un saggio della sua bravura in due interpretazioni del tutto in antitesi da loro, e che, casomai ve ne fosse bisogno, hanno testimoniato, ancora una volta, la poliedricità del suo talento, del suo adattamento ad ogni situazione di recita/canto, e, non ultimo, ai campi artistici a cui viene invitato ad operare.

All’inizio del secondo atto dell’evento, Raffaele Sepe intonò “Se fa Luce ‘na Speranza” – testo diMauro Romano e musica del m° Geminiano Mancusi – un brano inedito dedicato alla ‘SUA PIAZZOLLA’ come un atto d’amore ed un’esortazione ad intervenire sui problemi che assillano la popolosa frazione di Nola, dove il lirico è nato e risiede, impegni artistici permettendo. Ancora SUOfu il tripudio finale con ‘Nessun Dorma’. E chi ne dubitava!!!

Un tris di interpretazioni in aggiunta ad una suggestiva esibizione ‘corale’ della sigla finale, nella serata dedicata alla rivisitazione delle canzoni dei ‘Gigli’, ha confermato ancora l’attaccamento del nolano alla sua terra. Il decano del sempre più importante evento, ne è divenuto l’identificazione per le sue originali doti interpretative che conferisco a brani anche di oltre mezzo secolo fa, un fascino del tutto particolare.

Dopo un paio di settimane di meritato riposo, Raffaele Sepe volerà in Giappone, dove, a Tokio, dal 4 al 20 settembre, è prevista una sublime ‘Carmen’. Nel ‘tour’ – gestito dalla reggenza del ‘Teatro Comunale di Bologna’ –  all’artista nolano è stata affidata la ‘cover’ del maestro internazionale tra i più apprezzati al mondo, il tenore bavarese naturalizzato svizzero Jonas Kaufmann. Oltre alla‘Carmen’, suoi cavalli di battaglia ‘La Traviata’,  la ‘Manon’, la ‘Madama Butterfly’ e simili, portati nei teatri più importanti del mondo: il ‘Lyric Opera of Chicago’; l’Opera’ di Amburgo; la ‘Scala’ di Milano; al ‘Convent Garden’ di Londra; all’Opera National de Paris’, per indicarne alcuni.

Ad affiancare il gotha del teatro lirico mondiale ci saranno artisti altrettanto validi e rinomati. Ad addentare una fetta di storia di un evento lirico internazionale ci sarà il tenore piazzollese Raffaele Sepe!!!!!!

 


 

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MUSICA LIRICA INTERNAZIONALE 

Duemila ... 10 e lode! per il tenore nolano Raffaele Sepe

 

Dopo varie apprezzatissime esibizioni sia in Italia che all’estero, il lirico di Piazzolla di Nola gradirebbe una rimpatriata in occasione del ’febbraio bruniano’ che l’amministrazione della città dei Gigli proporrà in onore del ’nolano’ per antonomasia. Un concerto di canzoni napoletane classiche accompagnate da un quartetto d’archi ed eventuale voce recitante al vaglio dell’assessore al ramo Grazia De Lucia.

di Mauro Romano

 

RaffaeleSepe L250xH166 arton5367-d8d6c“La gratificante America con porte spalancate in mio riguardo; il Connecticut, il suo teatro dell’Opera del direttore Alan Mann; il mio osannatissimo maestro Bill Schuman, tutto genio e sregolatezza, insegnante lirico di fama internazionale insignito di molteplici onorificenze; il debutto nell’ormai lontano 2005 nel personaggio del Rodolfo della ‘Boheme’; l’affetto della cara Patty La Camera – mia seconda madre! - e della sua famiglia … sono componenti essenziali della mia formazione, musicale e caratteriale. Ma, ad un certo punto non ho ritenuto opportuno continuare il mio apprendimento musicale in terra straniera e non solo per un fattore nostalgico. Ad ogni angolo della vita di un artista ci sono continui crocevia, scelte da fare, dilemmi da sciogliere … Non si sfugge da tale condizione! Bisogna solo accomodarsi nelle mani di Dio, pregandolo di indicarci sempre la giusta soluzione!”.

A riferirci è Raffaele Sepe, l’artista lirico internazionale che nasce trent’anni fa a Piazzolla di Nola. Un racconto che si nutre di significative pause, di eloquenti silenzi, di sguardi persi nei ricordi … poiché ad ogni episodio si configurano nella mente giorni di studio massacrante, notti brevi per le poche ore di sonno a disposizione … ma anche delle prime soddisfazioni, conquiste, riconoscimenti delle proprie capacità. Componenti tutte che hanno delineato i suoi primi successi da tenore. Si diceva di scelte che il destino pone con inesorabile cadenza. Significante quella in occasione della sua ‘seconda Boheme’ americana, quando un osservatore d’eccezione annotò il nome di quel giovane dalla voce e dalle movenze sceniche così promettenti, accattivanti, seducenti … sul prezioso taccuino. Era il direttore della ‘Scuola dell’Opera’ di Bologna, Alberto Triola. Non profferì parola tra loro! Solo un anno e mezzo più tardi comparì un messaggio sulla propria casella di posta su fb. Semplicemente: “Ho qualcosa di interessante per Lei, se ritiene opportuno trasferirsi a Bologna!”.

L’America aveva dato tanto al tenore di casa nostra, ma lo ‘studio’ cominciava ad appiattirsi! La sua anima, la sua voce, il suo continuo apprendere invocava nuovi stimoli, nuove emozioni, esperienze artistiche diverse! Il “SI!” sgocciolò convinto dalle sue labbra. E così che a partire da novembre 2009, questo ‘napoletano di provincia’ piantò la sua tenda alla ‘Scuola dell’Opera’ di Bologna che nel particolare ha significato il debutto ne “La Rondine” di Puccini e lo studio del personaggio di ‘Don Josè’ della ‘Carmen’ di Biset, il cui debutto avvenne nel teatro felsineo lo scorso maggio con partner la mezzosoprano Anna Malavasi. Ed anche in quest’ultima occasione luccicò la lanterna di un altro intenditore di lusso: il regista lettone Andrejs Zagaras, del ’Latvian National Opera’ di Riga, il quale, senza pensarci su due volte, propose al Sepe una serie di messe in scena nel leggendario teatro in terra ex sovietica. Il debutto avvenuto lo scorso 4 agosto con partner l’artista svizzero/canadese Nora Sourouzian, ha riscontrato un trionfo strepitoso, di critica e di pubblico, al punto da indurre l’autorevole ‘padrone del regno’ a programmare ulteriori repliche, l’ultima delle quali il 16 novembre con nuova partner la mezzosoprano polacca Margorzata Panko. 

RaffaeleSepe MalgorzataPankoNel frattempo germogliava nella sua voce e nelle sue capacità interpretative l’apprendimento del primo ‘Werther’ che ha spopolato il 6 novembre ed il 14 dicembre appena passati. Da qui l’ormai mitica affermazione del responsabile del teatro lettone rivolta al Sepe: “Un animale da palcoscenico capace di imprimere al personaggio una forza sempre nuova, una magia creativa unica ed irripetibile!” … e la proposta, accettata! di nuove date per la ‘Carmen’: il 6 febbraio, il 10 marzo ed il 20 aprile 2011! “L’esperienza lettone ha provocato in me emozioni indescrivibili nelle due opere replicate più volte (Carmen e Werther) e che reinterpreterò nel nuovo anno”, confida il lirico nolano. “Avere poi accanto protagoniste femminili sempre diverse, in aggiunta alla mia propensione a ‘variare’ di volta in volta anche le prerogative dello stesso personaggio, ha arricchito il mio repertorio in modo da conseguire alle opere un fascino sempre diverso per far si che io non mi annoia e che anche il pubblico percepisca sensazioni nuove. E’ una ‘lotta’ che l’artista deve sempre vincere per non appiattirsi nel mostrare un personaggio fotocopia. E di questo, ho notato, anche il pubblico e gli addetti ai lavori apprezzano”.

Lontano da Riga non è che il Sepe sia rimasto a guardare. Tutt’altro! La sua attività d’artista poliedrico con la musica comun denominatore, è stata incessante al punto da mettere a dura prova le sue capacità fisiche ed interpretative spesso fiaccate da mali di stagione nei momenti topici delle esibizioni. Ci riferiamo alla messa in scena della ‘Tosca’ con Nila Masala alla villa ‘Campolieto’ di Ercolano, quando una settimana di prove all’aperto ha ridotto la vocalità del novello ‘Mario Cavaradossi’, anche se non se ne sono accorti in tanti! Parliamo del trionfo al festival internazionale di Ravello, quando febbricitante, in tre estenuanti serate, ha sbaragliato il campo di duecento partecipanti aggiudicandosi sia il premio della critica che quello decretato dal pubblico. Erano i giorni della nefasta frana di Atrani, in costiera amalfitana. In casi del genere, parlare di performance eroiche non crediamo sia esagerato!

Altro fiore all’occhiello il debutto italiano avvenuto ad inizio 2010 della ‘Boheme’ al teatro “Borgatti” di Cento, a seguito di un concorso vinto a mani basse! Come non citare, poi, l’appuntamento indice di attaccamento alle proprie origini, quel ‘legame d’amore’ rafforzato ogni anno in occasione del ‘giugno nolano’! In questo 2010 che va a concludersi, il ‘gigante buono’ si è esibito con vari brani magnificamente scelti dal vasto repertorio della millenaria tradizione dei ‘Gigli’ ad opera della signora Ambrosio e che l’amministrazione comunale bruniana ne consente la messa in scena, quest’anno sotto l’attenta regia dell’attuale assessore al ramo, Grazia De Lucia. Il pezzo più gettonato dell’ultima edizione è stato interpretato in tandem con la giovane artista Angela De Lucia.

Ed ancora, per la serie “Napoli nel Cuore”, come non ricordarsi della serata del 5 luglio a Riva del Garda, dedicata esclusivamente alla musica partenopea, esibizione guadagnatasi a seguito dell’affermazione al ‘Ritorna Vincitor 2009’ ancora ad Ercolano. Nell’occasione lo show personale di Raffaele iniziava col brano “A vucchella”, proseguiva con un applauditissimo ‘living’ intrapreso con “Guapparia”, canzone fuori programma ‘arrangiato’ per l’occasione dal maestro Domenico Brusiello e con la partecipazione dell’orchestra affiancata da un valido gruppo di mandolinisti. La splendida serata lievitava, poi, con l’originalissima interpretazione della quasi sussurrata “Core ‘Ngrato”, accompagnata da solo pianoforte e da cinque orchestrali tutti italiani! Per poi concludersi nella splendida performance del ‘classico’, personale cavallo di battaglia “Torna a Surriento”. La definitiva ‘standing ovation’ veniva però tributata dall’immancabile “BIS” che ha prolungato la gradita presenza sul palco di Raffaele Sepe nell’intramontabile “Tu can un chiagne”.

“In questa circostanza, ricordo che l’orchestra era composta da 60 elementi provenienti dalla vicina Svizzera, diretti dall’eccellente maestro Marco Boemi”, riferisce ancora l’artista piazzollese. “Poi è inenarrabile la soddisfazione, la suggestione di esportare la melodia, le parole, i brani che hanno fatto la storia della mia terra e che non smettono di far rivivere emozioni forti a chi le interpreta e al pubblico che li ascolta in tutto il mondo! Emozioni che vorrei rivivere a breve a ‘casa mia’, avvertendo il brivido di guardare negli occhi gente che conosco e condividerne la magica passione per la canzone napoletana. Per un giramondo come me, senza fare demagogia, credo che un piacere del genere rimarrebbe incancellabile. Così come ho rinunciato alla rappresentazione della ‘Carmen’ prevista a Riga il 26 settembre scorso, a favore della ‘Tosca’ in quel di Ercolano, per amore della napoletanità, così rinvierei qualsiasi impegno per potermi esibire nel nolano in un prossimo futuro”.

In tale prospettiva Raffaele Sepe ha inoltrato richiesta di esibirsi nella città dei gigli in occasione del ‘febbraio bruniano’, in un concerto di musica napoletano accompagnato da quattro ‘archi’ e voce recitante. La parola passa adesso all’amministrazione comunale, principalmente all’assessore Grazia De Lucia che tanta stima e simpatia artistica ha dimostrato di nutrire nei confronti del giovane tenore che tanto lustro sta dando alla città di Nola ed all’intero comprensorio. Noi speriamo bene!

 


 

 
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Il tenore nolano Raffaele Sepe si veste da “Zar” 

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"L’artista riconferma il suo talento a Riga, in Lettonia, con la quarta replica della “Carmen” e conquista Mosca con una splendida performance di brani tratti da “Tosca” e “Manon Lescaut”. Ma a far esplodere il teatro moscovita è l’intramontabile ‘O sole mio’!"

RaffaeleSepe AutografiToscaNOLA - L’inizio del 2011 fa registrare due ulteriori importanti passi nella giovane carriera - ma già densa di successi e riconoscimenti! – del tenore nolano Raffaele Sepe. Ci riferiamo al concerto di musica lirica tenutosi a Mosca – debutto ufficiale per lui nella capitale ex sovietica – avvenuto lo scorso 29 gennaio, a seguito di invito della famosissima soprano Elena Popovskaya che lo ha inserito nel cast insieme al tedesco Weiland Satter - baritono/basso - e al baritono Andjei Beletsky, con la direzione del maestro Evgeny Samoilov della Novaya Opera orchestra.


Concerto 
che è capitato in un momento particolare per il popolo moscovita, ancora sbalordito ed impaurito in seguito all’attentato avvento all’aeroporto della capitale che ha mietuto numerose vittime e tantissimi feriti. E coinciso col ‘lutto cittadino’ indetto dalle autorità locali.
“Prima di iniziare la mia personale esibizione, mi è sembrato doveroso rivolgermi al pubblico presente al teatro ‘Nova Opera’, per mostrare loro la mia solidarietà e quella del popolo Italiano, che mi sentivo di rappresentare in un momento così drammatico, non solo alle famiglie delle vittime, ma anche all’intera società sovietica.”, rivela a tal proposito il tenore in perfetta lingua inglese. “Con un grande applauso hanno mostrato di gradire, ed è così che si è creato tra noi un particolare feeling che è andato in crescendo per tutta la serata”. 

Il Sepe si è esibito nel brano della ‘Tosca’, ‘E lucean le stelle’, impersonando il tanto a lui caro Mario Cavaradossi! Poi con brani della ‘Manon Lescaut’ di Puccini, prima in un duetto col baritono e poi nel terzetto finale con l’aggiunta di ‘lady’ Popovskaya. Si è trattato di sfoggi artistici contrastanti tra loro, in quanto la prima esibizione rimarca l’amore fisico, sensuale, erotico …. e l’altra la gelosia, la ribellione al sentimento non corrisposto, la voglia di impazzire del personaggio! 
E così, dopo essersi emozionato ed aver emozionato immergendosi totalmente nell’avvincente musica che ‘scolpiva qualcosa di entusiasmante, di forte, d’irresistibile nell’anima’ … a spettacolo pressoché ultimato - per la serie non finiremo mai di sbalordirci! - gli è stato chiesto di cantare ‘O SOLE MIO!’.

“E dove sta il problema?!”,
 si è detto. “Il brindisi a base di ottima vodka può attendere!”. Allora il maestro Evgeny Samoilov ha ‘attaccato’ con l’introduzione dell’intramontabile brano partenopeo e già da ‘Che bella cosa è na jurnata ‘e sole’ il Sepe notava che gli spettatori cantavano insieme a lui come in un immenso coro! “La cosa strabiliante, quella che mi ha colpito di più - ci ha poi riferito oltremodo intenerito – è stato il vedere una ragazzina in prima fila, che poteva avere 10/12 anni, cantare con me dalla prima all’ultima parola!”. Credo sia superfluo riferire che, non ancora appagati di tanta condiscendenza … incontentabili a più non posso! gli hanno chiesto il BIS! E a questo punto l’apoteosi è stata completa!!!!!
Ad onor di cronaca riferiamo che oggi 12 febbraio, per rimarcare l’importanza dell’evento lirico e nella dimostrazione del successo ottenuto, la Radio moscovita  ha ritrasesso l'intero concerto. 

Il sei febbraio scorso, invece, trasferendosi nella ‘vicina’ Lettonia, Raffaele Sepe, al teatro 'Latvian National Opera' della città di Riga, ha replicato per la quarta volta la “Carmen”, riassaporando quelle intense emozioni, per l’aver già interpretato il personaggio principale dell’opera, il Don Josè, con tre partner diverse: le mezzosoprano bolognese Anna Malavasi; la svizzero/canadese Nora Nourouzian e la polacca Margorzata Panko.
“Come sul dirsi, con la ‘Carmen’ ho fatto poker!”, ci scherza su il tenore piazzollese. “Eppure ogni volta ci sono delle differenze e delle difficoltà nuove che, anziché scoraggiarci, danno un senso magico alla recita ed alle nostre interpretazioni, in modo che queste non siano monotone e non diano l’impressione di un ‘dejà vu’! E stavolta la rappresentazione è stata voluta dal regista Andreas Zagaras più vibrante, con più ‘tensione’ … e per questo le ‘prove’ sono state faticose, stressanti, interminabili!” 

Una fatica, apprendiamo, poi, che non ha influito sulla sua esibizione rivelatasi ancora una volta superba. Ed anche se le date troppo ravvicinate non hanno permesso un completo recupero fisico, il Sepe è ha abituato a non dormire la notte pur di non rifiutare un impegno del genere. E poi, la scena moscovita è una ‘meta’ troppo importante per la carriera di un artista lirico per potervi rinunciare a cuor leggero. 
“Fortuna che c’è stata subito una forte intesa con la mia partner, la bravissima e tenacissima – anche lei! - Malgorzata Panko, con la quale avevo già recitato nella ‘terza Carmen’”, confida ancora il Sepe. “Magnifica è stata anche l’armonia creatasi con l’orchestra diretta dal maestro Martins Ozolins che ci ha chiesto più dinamiche, più colore, più vivacità. E queste componenti rivelatesi oltremodo spettacolari, sono state apprezzate dal numerosissimo pubblico. Ciò ci conforta e ci invoglia a dare sempre il massimo anche in prospettiva futura”.

E si, perché la Carmen, al celeberrimo teatro lettone, ha già altre due date col ‘nostro’ tenore: il 10 marzo ed il 20 aprile! E non solo. L’opera di Bizet a settembre approderà in Giappone con protagonista maschile ancora lui! Gli organizzatori nipponici, invece, non hanno ancora sciolto il dubbio sul nome dell’artista che interpreterà la focosa zingara. Ma chiunque dovesse essere, abbiamo la certezza di una nuova prestazione superlativa! Intanto lo ‘studio’ già da un bel po’ lo sta impegnando con il personaggio “Ernani” di Giuseppe Verdi. Se l’audizione dovesse andare a buon fine, finalmente rivedremmo Raffaele Sepe esibirsi ancora in Italia.

Dopo aver cantato brani tratti dalla ‘Tosca’ e dalla ‘Manon Lescaut’, il nolano ha estasiato il pubblico accorso numeroso al teatro moscovita ‘Nova Opera’ con una fantastica esibizione di ‘O sole mio’ e bis! Identico entusiasmo ha scatenato alla ‘sua’ quarta “Carmen” al 'Latvian National Opera' di Riga, in Lettonia, dove replicherà ancora il 10 marzo e il 20 aprile prossimo. E a settembre con la stessa opera di Bizet debutterà in Giappone! E, di mezzo, ci potrebbe essere un “Ernani” di Giuseppe Verdi!

 

 


 

 

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21 settembre 2010/  Mauro Romano

Il festival internazionale di Ravello incorona Raffaele Sepe nel canto lirico

RaffaeleSepe AcutoInfluenzato, febbricitante, con l’ugola a pezzi. Nonostante i primi sintomi riscontrati nei giorni precedenti non ha rinunciato alla ‘corsetta’ ed alla partita di calcetto che tiene stabilmente programmata con gli amici, ogni volta che torna al paese natio, Piazzolla. Fuori un tempaccio da cani. La ragione consiglierebbe di mettersi al calduccio del letto a far passare quel ‘freddo addosso’ in modo naturale. Ma lui non può. E’ iscritto al concorso del festival internazionale di canto lirico di Ravello, manifestazione che prevede la partecipazione di artisti di fama mondiale, per importanza nazionale seconda al solo ‘Maggio Fiorentino’. Tre giorni di competizione, 10, 11 e 12 settembre, che metterebbero a dura prova anche l’artista più ferrato.

“Come devo fare? Non ho forza, non ho voce!” si ripete. Ed il dubbio perfidamente lo accompagna per tutta la mattinata del 10. Prende il telefono, chiama mamma Felicetta. “Come mi senti? Che devo fare?” invoca. La risposta non conosce indugi: “Rafilù, tu sei forte a mammà! Sento che puoi farcela ”,  risponde. “Vai e vinci!”. Ecco spiegato perché l’amore, la fiducia, l’energia, la fede che può darti una mamma … sono capaci di muovere le montagne! Guarda caso, il tema del festival edizione 2010 è la FOLLIA. E lui, il Sepe, come recita il programma, si arma di quella “follia positiva, morale, quella che ci induce ad affrontare gli ostacoli con la necessaria dose di incoscienza; quella che ci spinge a mobilitare le nostre risorse anche in assenza di gratificazioni; quella che ci consente di andare incontro a una sconfitta probabile pur di testimoniare un impegno”.

La decisione è presa, ma si è fatto tardi, bisogna muoversi. A fargli da autista il papà Pasquale. E’ l’ultimo dei duecento concorrenti in gara a giungere a Ravello in quel piovoso pomeriggio di venerdì 10 settembre. Soliti esercizi vocali e, in questo caso anche di auto convincimento, di autostima. Nell’auditorium della splendida località della costiera amalfitana, viene il suo turno. Nella fase eliminatoria del 10 settembre ha deciso di esibirsi con l’aria popolare russa ‘la dama di picche’ di Tchaicovki. L’esecuzione viene apprezzata e la giuria lo promuove al secondo turno. Torna a casa felice di avercela fatta. Ravello è ad una trentina di km. da casa sua. “Grazie a te mamma” pensa tra se strada facendo. Poi capitola … ha solo voglia di farsi una ricca dormita che dura fino a quando non è affettuosamente svegliato col piatto a tavola. Riparte ancora per la costiera. In semifinale propone ‘Il fiore della Carmen’ ed è ancora un successo che gli consente l’accesso tra i primi dodici finalisti della serata conclusiva dove il suo canto parla ancora russo per la presentazione del brano ‘Prast Niebies’, tratto anch’esso dalla ‘Dama di picche’. Ed è un trionfo! La giuria, formata da esperti internazionali, gli assegna il primo premio. Ma la sua affermazione viene incrementata da una splendida standing ovation dei numerosissimi e competenti spettatori che si sono spellati le mani al suo canto. E non c’è alcun dubbio. Anche il premio tributato del pubblico è suo!

“Che soddisfazione! E chi se l’aspettava nelle condizioni in cui mi trovavo”, afferma ancora incredulo il tenore piazzollese. “A Ravello ho capito quanto è grande il Signore e quale sia l’importanza di avere due genitori, una famiglia stupenda che ti trovi sempre vicino. Questo successo è dedicato a loro! Senza il loro conforto, il loro incoraggiamento, il loro sprone fisico e morale, certamente non sarei riuscito a farcela. Forse non avrei neppure partecipato”. Attanagliato dall’emozione, viene poi condotto alla realtà dalle domande del giornalista televisivo Beppe Servillo che gli chiede subito dei suoi ‘mentor’. “Senza ombra di dubbio in vetta vi è la mia prima insegnante Elisabetta Fusco”, ricorda. “E’ stata lei a darmi le prime lezioni GRATIS ed iscrivermi al conservatorio ad appena 17 anni. Ha creduto in me da subito ed io gli sarò riconoscente per sempre, anche adesso che posso solo ricordarla in una preghiera, anche adesso che spazia leggiadra tra i canti angelici del paradiso”. Poi prosegue, anche se è la sua possente voce vacilla ed è una lacrima a farla da padrona. “Come non citare poi il direttore musicologo mio autentico ‘padre musicale’, il maestro Paolo Saturno!  Avrei tanti altri da citare, da ringraziare, ognuno dei quali ha aggiunto un pregevole tassello alla mia formazione di artista lirico, ma come si fa a ricordarli tutti, ora”.

Un pizzico di raziocinio calato, quasi impropriamente, nel contesto del “Ravello Festival”. Una kermesse che dura quasi tre mesi – 1° luglio/26 settembre – e che nell’edizione 2010 ha inteso  “offrire l’opportunità inusuale di riflettere sulla follia quotidiana – quella vitale e quella distruttiva – attraverso la lente, spesso ustoria, della musica e della letteratura, della scienza e dell’arte. Attraverso queste discipline, offerte in giusta misura e nel luogo giusto, il Festival vuole aiutarci a diagnosticare tempestivamente, contestualizzare lucidamente, valorizzare coraggiosamente quel pizzico di follia senza il quale , come ci ammonisce Garcia Lorca, sarebbe imprudente vivere”.

Il tenore piazzollese Raffaele Sepe ha recepito il messaggio. Non è facile calarsi nella realtà quotidiana con perle di saggezza spesso ‘clonata’ alla fonte di situazioni che poco hanno a che fare con le positività della vita. Le doti di Raffaele Sepe vestono sempre di abiti intrisi di assennata semplicità, anche se adattata alle esigenze di un’esistenza dignitosa ma messa a dura prova nel calderone di una incerta quotidianità. E’ questa la sua forza. E’ questo il traino che ne sta facendo un apprezzato artista internazionale.

 


 


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‘Tosca’ e ‘Carmen’ si contendono il tenore Raffaele Sepe

 La simultaneità dei due eventi - il “Concorso Internazionale di canto lirico città di Ercolano Ritorna Vincitor 2010” e la replica della ‘Carmen’ in Lettonia - ha obbligato il lirico nolano alla ‘dolorosa’ scelta.

di Mauro Romano

RaffaeleSepe Teatro RigaE si, la rilevazione/rivelazione è giusta. Il tenore nolano non è riuscito a resistere alle lusinghe della protagonista dell’opera musicata da Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, in programma nell’ambito della manifestazione Progetto/Concorso Internazionale di canto lirico città di Ercolano “Ritorna Vincitor 2010”. Il melodramma in tre atti sarà di scena venerdì e domenica prossima alle ore 19,30 presso villa Campolieto della storica città vesuviana. Il ‘tradimento’ è generato in quanto, per la rilevante circostanza, il Sepe ha dovuto rinunciare alla replica della ‘Carmen’ prevista a Riga, in Lettonia domenica prossima e quindi in concomitanza di data. Una scelta dolorosa quella del tenore piazzollese che ha fatto valere le ragioni del cuore, sia in senso artistico che propriamente affettivi. “Artistico – ci confida – perché per rinunciare ad interpretare il personaggio principale dell’opera pucciniana, Mario Cavaradossi, ci vuole tanto coraggio, coraggio che oggi io non ho avuto anche perché a dirigere l’opera ci sarà un’icona della lirica internazionale, il Maestro Alberto Veronesi, direttore dell’Orchestra ‘Collegium Philarmonicum’, che per l’occasione si avvarrà della Regia di Renato Buonaiuto e Francesco Pareti Maestro del Coro. Poi – continua il Sepe sempre più cosciente delle sue affermazioni – per me è sempre una gioia immensa esibirmi nella ‘mia’ Napoli, un’occasione festosa che privilegerò sempre, in concomitanza di altri impegni. Mi dispiace per gli amici di Riga, che nel debutto dello scorso quattro agosto mi hanno accolto come un divo, tributandomi applausi e consensi unici. Vuol dire che a loro darò tutto me stesso nel ruolo di Don Josè nella replica prevista al ‘Latvian National Opera’ di Riga, per il 16 ottobre prossimo”. Per la cronaca, Sepe scegliendo Ercolano ha rinunciato ad un compenso molto superiore a quello offertogli dagli organizzatori lettoni. E ciò dovrebbe cancellare ogni dubbio ad eventuali scettici che potrebbero ritenere le sue parole enfatiche o pretestuose. Tornando al prestigioso evento artistico di fine settimana, bisogna riscontrare ancora una volta l’impegno della Città di Ercolano inteso a tenere alto in Italia e nel mondo il titolo di Patrimonio dell’Umanità assegnatole dall’UNESCO. Tra i personaggi principali della ‘Tosca’, oltre a Raffaele Sepe - primo premio della edizione passata proprio nel ruolo di Mario Cavaradossi, che nell’evenienza reincarnerà ancora - ci sarà Nila Masala - primo Premio del “Ritorna Vincitor 2008” - che impersonerà la parte di Floria Tosca. Il ruolo del Barone Scarpia è affidato invece a Silvio Zanon, una delle più belle ed apprezzate voci del panorama lirico italiano che ha aderito in via del tutto eccezionale. Il Coro Lirico del Miglio d’Oro, composto da giovani promesse e nomi noti della lirica italiana, accompagnerà gli interpreti dell’intero cast. Per sottolineare l’importanza di questo speciale weekend, è d’uopo ribadire che il direttore dell’Orchestra Collegium Philarmonicum, il Maestro Alberto Veronesi, non avrebbe mai acconsentito a concedere la sua presenza se l’evento non rivestisse carattere di assoluto prestigio. Ed ora avanti a tutta prove! dalle 15.00 alle 23,30 di tutti i giorni.

 


 

 

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Taccuino Italo/Americano e Israelita per il tenore nolano Raffaele Sepe

24 gennaio 2012 | Mauro Romano

RaffaeleSepe TodiscoGiulietta chiama Romeo,  Tchaikovsky chiamaRaffaele Sepe all’auditorium Gustav Mahler’ di Milano al concerto di musica russa per sostituire il tenore georgiano resosi indisponibile appena tre giorni prima della messa in scena, a testimonianza che il suo nome è ben in vista sul taccuino degli addetti ai lavori. Un autentico ‘Last/minut’nel campo della lirica che ha ‘costretto’ il tenore piazzollese ad appena tre giorni di prove frenetiche per entrare nello specifico del personaggioRomeo intento a duettare con l’amata Giulietta, opera incompleta del  Tchaikovsky, ultimata, alla sua morte da Taneyev.

E che gli fa??!! Sotto la perfetta esibizione dell’orchestra sinfonica “La Verdi” del capoluogo lombardo, in un’ora atipica – le 11 del mattino! – la sua esibizione ha suscitato consensi unanimi nel pubblico, testimoniato da tre ‘chiamate’ di applausi che, in parole povere vuol significare ‘alto gradimento’!!! Un successone insomma,  tributato a lui personalmente e all’intero cast di artisti!

Appena il tempo di rientrare a casa che un altro impegno è già alle porte. Si tratta di un concerto di Canzoni ed Arie che si terrà a Volterra, in Toscana, il prossimo 4 febbraio. Suo compagno di viaggio il baritono Enrico Marrucci. Ad ‘accompagnarli’  il pianista – partenopeo anch’esso – Gianni Gambardella. 

Ma il pezzo forte di questo inizio 2012 è previsto per il 16 marzo, quando il tenore di casa nostra sarà di scena ad Hartford, città statunitense del Connecticut. Raffele Sepe versione americana, si cimenterà nel ruolo di tenore solista nell’Oratorio ‘Requiem’ di Giuseppe Verdi, opera particolarmente complessa e sofisticata in quanto pretende dal protagonista impersonificazioni ‘angeliche’ ed ‘eroiche’ allo stesso tempo. A spiegarcelo l’artista stesso. “Si tratta senza ombra di dubbio dell’interpretazione più complessa della mia carriera di tenore – esordisce facendo trapelare – da quella voce profonda che accompagna il suo sguardo già sbrigliato nel favoloso contesto – un filo di orgoglio per il risultato raggiunto ad appena trent’anni di età! “E’ una prerogativa di Verdi quella di conferire ai suoi personaggi una natura controversa. E questo richiede nell’interprete una molteplicità di situazioni vocali. Se non si è preparati nel modo giusto, se non si è predisposti alla straordinarietà dei ritmi musicali particolarmente complessi, si corre il rischio di incappare in prestazioni insufficienti. Poi subentra l’aspetto interiore che l’opera trasferisce al lirico per il tipo di musica, che,  per certi aspetti tenta ad elevare l’interprete e trasferirlo  in una dimensione celestiale e, con l’aumento di intensità, sembrerebbe innalzarlo al cospetto di Dio! E per un ‘cattolico/credente’ quale sono io, già nelle prove di preparazione che sto effettuando da un paio di mesi, è il massimo del pathos, un’autentica catarsi che mi auguro di poter condividere con l’esperto pubblico americano che, notoriamente, non perdona indugi o scialbe prestazioni liriche”.

Trattasi, insomma della realizzazione del sogno di un ‘tenore’, il raggiungimento di un traguardo di maturità,non solo artistica, destinata a suggellare l’innegabile valore di un lirico giovane che sta bruciando le tappe a passi da gigante. Ne sono consapevoli in America. Sono così convinti di aver scelto il personaggio giusto anche per probabili repliche! 

Appena il tempo di rimettere piede in Italia che poi,  Raffaele Sepe, il 31 marzo, sarà impegnato al teatro San Severo” di Foggia per la messa in scena della Traviata” di Verdi, dove impersonerà il personaggio principale di Alfredo, nel quale si è già cimentato a Filadelfia e a Pergine, in provincia di Trento. L’opera tratta dal romanzo autobiografico La signora delle Camelie’ di Alessandro Dumas, conferisce, ancora ai nostri giorni, un fascino di modernità richiamante il contrasto genitore/figlio e, ancor più nel caso nostro, laseduzione che produce il gusto del  proibito, rappresentato nell’opera dalla prostituta Violetta, la cui incantevole e leggiadra bellezza, fa cadere ai suoi piedi ogni essere umano di sesso maschile che le capiti a tiro. A ciò non sfuggirà il nostro Alfredo/Sepe! … E saranno mirabilie!

Intanto il filo di contatti che lega il nostro tenore alla terra di Israele tenta a rafforzarsi con la richiesta da parte degli organizzatori in loco di innesto in rappresentazioni da tenersi nei principali teatri di  Tel Aviv, Haifa (dove ha recentemente rappresentato la ‘Carmen’) e perfino Gerusalemme. Già c’è tanto di concreto ed a breve saranno perfezionati gli ulteriori dettagli degli impegni. Sul piatto fremono opere che gli consentiranno di impersonare personaggi quali  Romeo, dell’omonima opera; Ruggero de ‘La Rondine’ di Giacomo Puccini; ilDon Josè de la Carmen’ di Bizet; Rodolfo ne La Boheme’, ancora di Puccini.

E, come se non bastasse, nel corso dell’anno è previsto il suo debutto nel ‘Macbeth’. Nel dramma di  William Shakespeare sarà l’interprete di  Macduff, a proseguimento di un vorticoso impegno artistico che non conosce rallentamenti di sorta. E infatti, alla domanda che gli pongo spesso, anche un po’ provocatoriamente, in quanto già so …: Che staje facenn’, Rafilù”???… la risposta, monotona e scontata è sempre: Sto Sturiann’”!!! Si, ed è vero! Non importa quale opera o quale tecnica vocale o interpretativa. Sta studiando!!! Sta Studiando da ‘Grande’!

 


 

 

 

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Fantastico ‘Werther’ del ‘duo’ Sepe/Sourouzian: “Pourquoi me reveiller?”

Un successo senza uguali decretato dal numeroso pubblico e dalla critica specializzata presente, irrimediabilmente ‘investiti’ da una scarica emotiva prodotta dalla perfetta intesa del duo che in precedenza ha già dato vita a ben tre rappresentazioni della “Carmen” di Bizet.

di Mauro Romano

RaffaeleSepe TenorfunarTre ore e 30 minuti pressoché ininterrotti, hanno messo a dura prova la tempra dei principali protagonisti del “Werther”, opera in quattro atti andata in scena sabato scorso al ’Latvian National Opera’ di Riga, in Lettonia: il tenore nolano Raffaele Sepe e la soprano svizzera di origini canadesi, Nora Sourouzian. “Ritorno nel mio regno! E ’stata semplicemente un’esperienza indimenticabile interpretare Charlotte!”, confida in perfetto italiano la Sourousian‘, dominatrice femminile della scena. “Grazie a tutta la squadra di Riga! L’intero staff è stato magnifico! Per me si è trattato di una serata incredibile! Ho vissuto tante emozioni che non so esprimere a parole. Veramente un evento magico che porterò sempre nel mio cuore e nei miei ricordi! Sono grata a tutti coloro che mi hanno concesso questo privilegio!” Di carattere più intimistiche le percezioni a tratti ‘surreali’ del Sepe/Werther. “Sono entrato in scena da un balcone alto 10 metri vestito di camicia viola, colore che porta male nel teatro. Ma non ci ho fatto caso!”, si presenta il Sepe. “Ho provato subito una sensazione bellissima, di dominio … e mi sono calato immediatamente nella parte. Non sentivo la fatica del personaggio, ed il Werther è sempre in scena! Il duetto del terzo atto ci ha fatto lievitare, io e Nora. Ha scatenato in noi sensazioni magiche, stupende, eravamo dentro ai nostri personaggi! L’atto conclusivo l’ho vissuto con una calma irreale. Cantava la mia anima! Poi, nonostante lo sparo dovuto al mio suicidio mi abbia procurato un intenso dolore all’orecchio e nonostante dovessi cantare da terra … ero così immedesimato nella parte che mi è passato un lampo nella mente, facendomi ricordare di quando ero bambino e correvo in mezzo ai fiori del cimitero, fino a fermarmi dinanzi alla tomba di mio nonno! Allora ho capito che Dio è con me! Ed anche le persone care. Quelle che adesso condividono le mie stesse inenarrabili sensazioni, ma anche quelle che non ci sono più!”. … E a noi viene in mente il passaggio del canto inserito nell’opera: “Pourquoi me reveiller?!”. "Perché svegliarmi!?" L’ultimo commento è riservato agli orchestrali magicamente condotti dal maestro lettone di Riga, Mosertas Pitrenas: “Il miglior Werther che abbiamo mai diretto!”.

 


 

 

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Nola, le canzoni dei Gigli in concerto 

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"L’evento alla sua quindicesima edizione propone Canzoni dei Gigli in concerto ‘ripescate’ negli anni dalla prof. Wanda Ambrosio in simbiosi con l’esecutivo del settore Beni Culturali dell’amministrazione bruniana, rimodernate nella riproposizione degli artisti e negli arrangiamenti dal maestro Biagio Terracciano."

RaffaeleSepe conOrchestraIl seguitissimo appuntamento si svolgerà stasera 16 giugno a partire dalle ore 20,30 nel cortile antistante l’ingresso del comune di Nola. Sedici i brani da ascoltare con tante poesie dedicate a San Paolino a fare da ‘spacco’. E’ così che prende il via la programmazione ufficiale relativa alla ‘Festa Eterna’ edizione 2011.

Ancora una volta a fare la parte da leone sarà il tenore nolano Raffaele Sepe, decano della manifestazione che si esibirà in tre canzoni assegnatagli dal Terracciano.  Un leone ‘ferito’, comunque, perché l’organizzazione della kermesse non gli ha consentito un ‘fuori programma’ a cui lui teneva molto, poiché non strettamente attinente ai brani classici dei Gigli.

Trattasi della richiesta supplementare di esibirsi con una canzone inedita, “Se fa Luce na Speranza”, positiva’, ‘fiduciosa’, ‘ottimista’,  il cui titolo dovrebbe essere già indicativo nel considerarlo un “atto d’amore” per la frazione di Nola in cui il Sepe è nato e risiede. Non una denuncia, ma un’esortazione ad intervenire con urgenza sulle problematiche impellenti ed irrimandabili della popolosa Piazzolla. Non un manifesto elettorale, dai cui giochi e logiche siamo volontariamente e felicemente fuori. Nonun atto accusatorio per certe situazioni di degrado in cui versa il paese da sempre … ma una sollecitazione ad agire per la risoluzione di quanto lagnato, che è sotto gli occhi di tutti! Da queste considerazioni la voglia di cantarla. 

E’ il desiderio di vedere la piazza ‘unica al mondo’ - nella quale, ultimamente, stanno avvenendo belle manifestazioni - sempre pulita, efficiente, senza scritte e senza ripetuti atti vandalici; è l’aspirazione ad avere un proprio campo sportivo; è l’invito ai giovani  a non sentirsi avviliti, trasandati e a non scegliere cattive strade;  è la ‘speranza’ a non rassegnarsi  nell’idea che il ‘destino ci ha segnati!’.

E ciò viene confermato dallo scrivente, autore del testo, che, a scanso di ogni equivoco o qualsivoglia speculazione, riportiamo di seguito a conferma di quanto affermato.

Se fa luce ‘na speranza:

<< … E cammin’  chianu chianu

ch’e penzier’ ‘ncapricciat’,

scarpisann’ a  ogni pass’

‘e prubblem’ ‘e  ‘stu paese.

Vec’  ‘a chiazza abbandonata

e ‘nu bar chijn‘e gente;

quanta giuventù s’invecchia

priggiuniera ‘e chesta vita!

Pe seguì ‘a squadra ‘e pallone,

jamm’ semp’ ‘fuori casa’,

senza campo ne strutture

mor’ ‘o sport primm’e nascere! 

A   DIPINGERE   ‘STU  QUADRO

S’E’    FERMAT’  ‘NU   PITTORE  SCUNSULAT’.

CULURANN’ CHISTU CIELO

CU ’O PENNIELL’ CUNSUMAT’

PURE    ‘O   SOLE  ….  PURE  ‘O SOLE  ….  S’E’  SCAGNAT’ PURE   ‘O SOLE ….  

PUR’ ‘A VOCE … SE N’E’ SCESA!  

Je  so  stanco ca  se dice

ca ‘o  destin’  ‘ci ha segnati’,

ca s’affoga tutt’e juorne

dint‘o mare e chesta vita!

Ma ‘a furtuna cierti 'vvote      

                                                                                                                                                                                                                                                                               cierti   ‘vvote ten‘e trappule’ annascus’!

‘cchiù  e  n’amic’ mo’  se  chiagn’

fronn’e  libertà  perduta! 

PE  CURREGGERE  ‘STU  QUADRO

S’E’ SCETATA  ‘NA  SPERANZA  DINT’O  CORE

TRASCINANN’  CHISTU  SUONN’ DINT’   ‘E   ‘VVIE   ‘E    ‘STU  PAESE

SE  FA  LUCE,  SE  FA LUCE, SE  FA  LUCE   ‘MPIETT’   ME …  

JESCE ‘O SOLE DINT’O CORE! >>.  

 

Chiedo ‘venia’ per il napoletano ‘ad capocchiam’!    

Ad un Raffaele visibilmente deluso dal motivato diniego ho chiesto distare calmo! Occasioni per ripresentare il brano - la cui parte musicale è stata curata dal bravissimo m° Geminiano Mancusi e già proposto con successo in occasione dell’assegnazione al Sepe del graditissimo premio‘Paoliniano’, avvalendosi della partecipazione straordinaria del sassofonista Pasquale Acierno - ve ne saranno. Dove e quando vorrà lui! In un contesto diverso ma, di certo,  altrettanto significativo.

 


 

 

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MUSICA LIRICA INTERNAZIONALE

Raffaele Sepe, tenore nolano senza confini

Dopo il Giappone Raffaele Sepe è dovuto volare in Liechtenstein per il rinnovo di una ‘Borsa di Studio’ conseguita per particolari meriti nella città dei ‘Paesi Bassi’ di Baduz e attribuitagli dalla ‘SIIA Fondation’ e dove si è esibito nel primo e quarto atto del ’Don Carlo’ di Giuseppe Verdi.

di Mauro Romano

RaffaeleSepe RaffaeleeIsabelDefinirla una maratona la brillante carriera artistica del trentenne lirico piazzollese, non è certo esagerato. I suoi impegni si susseguono in rapida successione da una parte all’altra del globo. E quando non ci sono concerti, recite, esibizioni … è lo studio e l’incessante ‘allenamento alla voce’ che la fanno da padrone.

Come in questo momento in cui il Sepe si trova a Palermo per varie ‘lezioni’ presso un maestro di fiducia che sta conferendo alle già notevoli doti tecniche, un ulteriore perfezionamento. E non solo vocale.

Ma Raffaele Sepe è comunque reduce da due appuntamenti col palcoscenico della grande lirica. La prima, storica, in Giappone, dal 4 al 20 settembre scorso, dove è stato ‘cover’ di uno dei tenori più acclamati e stimati al mondo. Si tratta dell’artista cileno Marcelo Alvarez, che, all’ultimo minuto ha sostituito l’indisposto altrettanto celeberrimo Kaufman.

L’opera messa in scena due volte al teatro di Otsu ed altrettante a quello di Tokio, era la ‘Carmen’. Protagonista femminile la mezzosoprano georgiana di Tiblisi, Nino Surgulaze, la cui ‘cover’ era rappresentata da Anna Malavasi. Proprio quella Anna Malavasi che qualche anno fa ha tenuto a battesimo il Sepe nell’omonima opera presentata al teatro comunale di Bologna.

“E’ stata un’avventura fantastica quella giapponese”, ci ha confidato il nostro tenore. “Sembrava un altro mondo! Il pubblico giapponese amante dell’opera lirica faceva interminabili code con in mano le nostre foto, solo per un autografo e per stringerti la mano. Naturalmente nelle quattro rappresentazioni si è registrato sempre il pienone ed il gradimento è stato eccelso. E, figuratevi, che il biglietto di entrata, era l’equivalente di circa 700 euro”. 

Neanche un attimo di pausa che Raffaele Sepe è dovuto volare in Liechtenstein per il rinnovo di una ‘Borsa di Studio’ conseguita per particolari meriti nella città dei ‘Paesi Bassi’ di Baduz e attribuitagli dalla ‘SIIA Fondation’.

Per l’occasione Raffaele si è esibito nel primo e nell’ultimo atto del ‘Don Carlo’ di Giuseppe Verdi. 

Come già detto, al momento il suo ‘riposo attivo’ lontano dalle scene, si svolge in Sicilia. In attesa della ripresa del suo peregrinare artistico. Ed anche stavolta, chissà dove, chissà con quali grandi artisti internazionali!

 


 

                                                             

 

(*) MauroRromano02Mauro Romano è nato il 20 marzo 1953 a Nola/Piazzolla  - Na - dove vive ed opera; Laureato in Materie Letterarie presso l’Università degli Studi di Salerno con tesi in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea “Alicata e il Neorealismo

Ha pubblicato: L’Amore preso sul serio” (Albatros Editrice – Roma 1982); “Scartine” (Edizione n proprio - 1983); “Lo sbarco dei sogni” (Editrice Vesuvio – Napoli 1985);  “Canzoni” (Gabrieli Editore – Roma 2000). Sue composizioni sono inserite in numerose Antologie e pubblicate su Riviste  Letterarie. Altri Inediti – in versi ed in prosa – sono di prossima pubblicazione. 

Membro  - di Merito e d’Onore –  di  diverse  Accademie Nazionali ed Internazionali - ha ottenuto premi  in numerosi Concorsi Letterari con poesie singole, racconti, sillogi  e libri editi, sia in lingua Italiana che in Vernacolo Napoletano. Tra l’altro è Cavaliere della Comunità Poetica Europea e Socio Benemerito dell’Accademia dei Bronzi di Catanzaro; 

Frequentemente è  inserito in giurie di concorsi letterari e di rassegne teatrali, assumendo spesso le funzioni di critico con apprezzatissime recensioni; 

E’ iscritto alla SIAE quale Autore/Paroliere della parte letteraria delle Canzoni;

Collabora con diversi Organi di Stampa trattando argomenti a carattere Sociale, Letterario, Artistico/Culturale, Sportivo - addetto stampa Pallavolo – etc.;

E’ allenatore di Calcio iscritto dal 1979 nei ranghi della Federazione Italiana Gioco calcio;

Sposato con Anna, è genitore di Mena e Gilda.