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Inchiesta - Adozioni a distanza: fatti e misfatti. Una guida per capirle.

Scritto da Super User. Postato in L'Adozione

"25 euro al mese e cambi la vita di un bambino, che grazie a te sarà curato, andrà a scuola, la sua famiglia avrà una vita dignitosa…". Più o meno si ripetono così i messaggi pubblicitari delle associazioni che invitano ad adottare a distanza un bambino povero. Ricevi la sua foto, ogni tanto un suo disegno o una sua letterina, gli puoi scrivere anche tu e, se te lo puoi permettere, vai anche a trovarlo nel suo Paese, facendoti un bel viaggio in Africa, in India o in Perù. Ci sono ormai centinaia di associazioni che ti offrono questa splendida opportunità di solidarietà. Che è aperta a tutti, grandi o bambini, sposati, pac, dico o single, etero o omo. Non ci sono discriminazioni o limitazioni e, soprattutto, sembra facile: basta impegnarsi a versare regolarmente la quota per almeno tre/cinque anni. Ma è proprio così facile e limpido come sembra?

Inchiesta - Adozioni a distanza: fatti e misfatti. Una guida per capirle.

"25 euro al mese e cambi la vita di un bambino, che grazie a te sarà curato, andrà a scuola, la sua famiglia avrà una vita dignitosa…". Più o meno si ripetono così i messaggi pubblicitari delle associazioni che invitano ad adottare a distanza un bambino povero. Ricevi la sua foto, ogni tanto un suo disegno o una sua letterina, gli puoi scrivere anche tu e, se te lo puoi permettere, vai anche a trovarlo nel suo Paese, facendoti un bel viaggio in Africa, in India o in Perù. Ci sono ormai centinaia di associazioni che ti offrono questa splendida opportunità di solidarietà. Che è aperta a tutti, grandi o bambini, sposati, pac, dico o single, etero o omo. Non ci sono discriminazioni o limitazioni e, soprattutto, sembra facile: basta impegnarsi a versare regolarmente la quota per almeno tre/cinque anni. Ma è proprio così facile e limpido come sembra?

Tiziana Fattori, 6 novembre 2007

Repubblica Democratica del Congo, Rutshuru, 21 ottobre 2007: la scuola del villagio. Questo bambino è uno delle migliaia di esuli che in questo periodo stanno fuggendo dal Congo orientale. (Foto: © Afp/Lionel Healing)


Adozione a distanza: si dovrebbe poter dire che è un sistema facile e limpido per aiutare un bambino e la sua famiglia in un Paese lontano. Ma non è sempre così. Basta guardarsi un po' attorno per scoprire le prime complicazioni, che iniziano col nome della proposta. C'è chi la chiama adozione a distanza, chi invece sostegno a distanza; c'è chi ti dice adotti un bambino a distanza (quando in realtà adotti la sua comunità) e chi ti offre direttamente l'adozione di una comunità di bambini; e c'è infine anche chi la chiama child link o child sponsorship(vedi "Le parole della solidarietà").

 

Ne parli in giro, chiedi ad amici e colleghi, fai una ricerca su Google, leggi qualche blog e scopri che ci sono anche testimonianze di casi a dir poco inquietanti, come ad esempio le vicissitudini di Intervida e quelle che, a fine 2006, hanno coinvolto il Centro Cooperazione e sviluppo (Ccs Italia Onlus) di Genova (vedi i "documenti"), accanto a casi di eccellenza nella gestione dei fondi raccolti, come quelli di Amici dei Bambini (Aibi) e Asia Onlus di Roma. Il mondo delle Associazioni è infatti pieno di buone intenzioni ma purtroppo non tutte riescono a concretizzarsi, per mille ragioni... A volte sono comunque buone ragioni (farebbe piacere, però, che fossero dichiarate), altre volte - poche, per fortuna - sono invece meno buone.

Scegli la faccia o scegli il progetto?
Come fa il "donatore" a scegliere il progetto da sostenere, soprattutto quando l'impegno economico richiesto è pluriennale? Quali strumenti ha per verificare la coerenza tra il messaggio di comunicazione pubblicitaria usato da un ente per raccogliere adesioni e l'effettivo lavoro svolto poi nei progetti con i fondi raccolti? Sono due domande a cui è importante rispondere, perché molte associazioni usano l'adozione a distanza per finanziare progetti differenti, magari più complessi e altrettanto "belli", ma dove i bambini, dopo essere stati lo strumento di marketing, non sono i primi beneficiari del programma di intervento. Nelle prossime pagine vedremo insieme come orientarsi nella scelta di questa speciale forma di solidarietà che è l'adozione a distanza e come essere certi che il proprio denaro venga usato al meglio ed esattamente per lo scopo che ci siamo dati.

 

da: http://www.focus.it/curiosita/Inchiesta_-_Adozioni_a_distanza_fatti_e_misfatti_Una_guida_per_capirle_C12.aspx